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Il Borgo Medioevale

Un viale alberato, conduce dalla strada statale al centro storico; vi si accede dall’antica porta nord, aperta alla base di una delle torri della poderosa cinta muraria che proteggeva il castello.

Nel centro storico vi è una pavimentazione realizzata in sampietrini posti lungo le vie, mentre nelle piazze vi sono grosse basole di basalto, materiale quest’ultimo ripreso dalla vecchia pavimentazione collocata in tutto il paese nel secondo dopoguerra, in sostituzione delle vecchie basole, più friabili e rovinate, risalenti a fine ‘800.

L’abitato è distribuito in una via dorsale centrale, denominata anticamente Via Dritta, oggi Corso Vittorio Emanuele II, ed una parallela  già detta Via Torta ed oggi Via Mazzini. Il nucleo è costeggiato da altre strade: a sinistra del corso  corrono due vie panoramiche: Via Uscidietro e Via degli Orti, che si affacciano verso il Monte Arale e Montegabbione; alla destra di Via Mazzini corre invece Via della Ripa con un bellissimo sfondo sul versante Valdichiana, Monte Cetona.

Appena entrati nella porta si trova Piazza Garibaldi; sotto il suo pavimento vi era una   antica  cisterna che garantiva  la scorta d’acqua al borgo fortificato; la cisterna esiste ancora, ma non vi è più il vecchio pozzo.

Accanto sorgeva la Chiesa della Madonna della Torre, così denominata in quanto il suo campanile si elevava proprio sulla torre che sovrasta la porta; era  molto antica e la   “gestione” spettava al Comune: nei primi anni del 1800 è stata demolita perché pericolante.

Sulla stessa piazza, nell’angolo dove oggi si trova una fontanella sorgeva la Chiesa di San Giovanni Decollato; anche questa chiesa fu distrutta dopo che la Confraternita della morte trasferì la propria sede.

Nella piazza anticamente si trovava anche uno dei forni della Comunità.

Lungo il Corso, nel punto più alto del colle su cui sorge Monteleone, si può ammirare la Chiesa della SS.ma Annunziata, sede di un’antica omonima Confraternita, poi trasformata in oratorio della Confraternita del SS.mo Sacramento; la casa attigua, alloggio del cappellano, oggi  è la sede del Presepio Vivente che   è divenuto una importante associazione monteleonese. La facciata della Chiesa risale al 1770; all’interno si conserva la statua della Madonna Assunta.

Proseguendo lungo il corso si trova la casa natale di Attilio Parelli riconoscibile da una lapide  collocata in suo ricordo.

Poco più avanti si erge la Chiesa parrocchiale e a pochi metri vi è  Piazza Cavour, caratterizzata dalla presenza di un’altra “cisterna” che dava il nome alla piazza stessa: si tratta di una costruzione ottocentesca realizzata in laterizi, a rifinitura e copertura di un altro antico deposito per la riserva d’acqua del castello. Il pozzo sovrastante è stato ricostruito negli anni ’80   sulla base dei disegni originali: la grata di chiusura, il braccio che tiene la carrucola e le pietre della base e della bordatura sono quelle originali.

Scendendo  si arriva a  Piazza Pietro Bilancini, già denominata Piazza dell’Orologio, poi Piazza Umberto I che dal 1956 ha preso la denominazione dal poeta e critico letterario Pietro Bilancini (1864 – 1895); qui si trova la sua casa natale riconoscibile dalla  lapide che   vi fu collocata in sua memoria. La vita e le opere di questo interessante e sfortunato artista sono state raccontate e raccolte in una recente pubblicazione curata da Roberto Cherubini e Nicolò Paraciani, con introduzione del prof. Pasquale Tuscano, dal titolo “Pietro Bilancini poesie e saggi critici”.

Sulla stessa piazza si trova la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, oratorio della Confraternita della Morte, la cui facciata attuale è del 1700; sul lato nord  vi è la torre dell’orologio, ed in fondo la canonica nei cui locali ha   sede la Biblioteca Comunale.

Un muraglione sostiene la piazza che la separa dalla strada, denominata del Sassone, che dal paese, attraverso la porta Sud, altro antico manufatto,  scende verso la campagna; al di sopra della muraglia, tra i palazzi si apre un bellissimo scorcio panoramico verso la Valdichiana.

Poco più avanti si giunge in Piazza del Municipio dove vi sono gli edifici comunali, anticamente sede della Congregazione di Carità, istituzione di beneficenza che gestiva un presidio di pronto soccorso; nello stesso palazzo erano collocate le scuole: attualmente sotto tali uffici pubblici, è stato ricavato il Centro di documentazione Attilio Parelli.

Di fronte sorge imponente  il “Teatro comunale dei Rustici”, alle spalle del quale,  si possono ammirare resti delle antiche mura, mentre  dalla parte opposta,   si giunge alla Via del Muro: anche qui vi sono vecchie mura ed un   ampio panorama a perdita d’occhio sulla vallata.

Dal teatro,  proseguendo diritti, attraverso una antica via dove è posto un vecchio forno della Comunità rimasto fino ai nostri giorni, si giunge alla Piazza del Torrione, così denominata perché è delimitata da un muraglione costruito alla fine del 1800 a sostegno del terreno scosceso sopra al quale anticamente esistevano le mura del castello.

Tale piazza, che chiude l’estremo lato sud del paese, e’  una terrazza che si affaccia su un ampissimo panorama che spazia dalla montagna di Cetona a Montarale, scoprendo tutta la vallata del Chiani fino al monte Amiata ed ai monti Cimini, quindi le dolci colline umbre fino al monte Peglia, punteggiate da antichi borghi: a Sud  Fabro, mentre tra gli ulivi, stretto da due alti cipressi si scorge un tabernacolo, é il Crocefisso posto all’incrocio dove la strada del Sassone si divide a destra verso la località detta San Biagio ed a sinistra verso quella denominata Pineto, in entrambe i luoghi  anticamente esistevano due chiese di campagna di cui oggi non resta più traccia.

Verso est, vi é l’abitato di Montegabbione e vicino, circondato da alti cipressi il cimitero, costruito nella seconda metà dell’800, anch’esso con mattoni cotti nelle fornaci locali; ancor più vicino, sopra un aspro burrone, si può ammirare Castel Brandetto, oggi un elegante casale, ma, come attestano i documenti, antichissimo fortilizio di proprietà dei Conti di Marsciano, fondato prima dello stesso Monteleone e distrutto dai Monaldeschi nel 1350, per ritorsione contro il conte Bulgaro, appartenente ad una famiglia collaterale dei Bulgarelli.

Al Torrione, ammirando il dolce panorama, che ricorda gli ampi paesaggi dei dipinti del Perugino ci si può sedere e concedere un momento di riposo e  di meditazione!

ultimo aggiornamento di Mercoledì 10 Maggio 2017 11:26
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